LA VENDETTA DI PARROT: STILL LIFE AMBIENTATO

Disegnato da Alessandro Mendini e prodotto da Alessi, Parrot è un cavatappi da tasca per sommelier a forma di pappagallo, prodotto con alluminio pressofuso e pc.
Per le nostre lezioni di still life siamo soliti immaginare una storia dietro ogni oggetto prima di arrivare allo scatto.
In questo Still Life ambientato abbiamo immaginato una favola dal titolo “La vendetta di Parrot”.
In questa favola, il pappagallo protagonista riesce a fuggire dalla gabbia che lo tiene prigioniero. Non prima però di aver rinchiuso al suo posto dei tappi di vini pregiati.

Ovviamente, tradurre un’idea in una singola immagine è sempre un’operazione complessa.
Per cercare di rappresentarla adeguatamente, siamo andati innanzitutto alla ricerca di una gabbietta (trovata in un negozio di antiquariato a Milano), dei giusti rami, di una tavola di legno dal sapore un po’ vissuto e di una fornitura di tappi di varie marche e forme.

Dopo aver recuperato tutti gli elementi scenici del caso, abbiamo poi illuminato il set con l’obiettivo di rendere il cavatappi il soggetto principale dello scatto.
Il set è stato realizzato facendo sporgere nel vuoto la tavola di legno e disponendo i tappi all’interno della gabbietta.
La gabbietta è stata appoggiata sulla tavola di legno in sospensione e ruotata verso il punto di ripresa, così da renderla più tridimensionale.

Più complicato è stato invece il posizionamento di Parrot. Occorreva infatti collegarlo al ramo con un sistema che permettesse di ruotarli per illuminarli.

Anche la scelta dell’ottica è stata ponderata attentamente.  Solitamente nello still life si evita di usare ottiche molto grandangolari perché richiedono fondali molto ampi, a causa del loro elevato angolo di campo.  In questo caso però, abbiamo scelto di utilizzare una focale corta per conferire maggiore profondità alla scena ripresa e, soprattutto, per dare maggior enfasi al cavatappi.

Per quanto riguarda l’illuminazione del set, abbiamo utilizzato due punti luce flash da 3000 W/s dotati di lente di Fresnel. I due flash sono stati posizionati lateralmente per illuminare di taglio la gabbietta in modo da fornirle adeguato contrasto e tridimensionalità. Abbiamo poi utilizzato un punto luce flash, sempre da 3000 W/s, dotato di un piccolo Bank di 75 centimetri di lunghezza per 40 di larghezza.
Il cavatappi ha una superficie di metallo lucido nella parte superiore e l’unica fonte d’illuminazione adatta in questi casi è proprio un bank. Quest’ultimo è stato posizionato in basso in modo da illuminare il cavatappi e l’asse di legno su cui era poggiata la gabbietta.  Per il fondale è stato inserito un quarto punto luce sempre da 3000 W/s, dotato di parabola standard con alette e un foglio di gelatina blu per enfatizzarne ulteriormente il colore.

La fotocamera utilizzata per la ripresa è un’ Hasselblad 555 ELD dotata di dorso digitale Hasselblad CFV da 50 Megapixel e come ottica uno Zeiss Distagon 40 mm Cfe IF. Tale ottica prevede persino una particolare correzione detta “CRC” per limitare le distorsioni e migliorare il fuoco alle brevi distanze.

Il risultato finale è stato un’immagine con piena lettura di tutti gli elementi presenti e dei loro dettagli. Il preciso studio dei vari punti luce ha inoltre permesso di ottenere differenti zone di luce ed ombra che si alternano sul set rendendo l’insieme tridimensionale e di sicuro impatto.